La mancata informazione, un
fenomeno sempre più diffuso che negli ultimi anni caratterizza e influenza la
vita degli italiani. La disinformazione nelle circostanze attuali è sicuramente
determinata da una situazione economica ma anche politica particolare. La
motivazione che spinge gli italiani a ciò è estrinseca ovvero proviene
dall’esterno influenzando il soggetto. La crisi economica comporta un indebolimento
del tasso di conoscenze, sempre più spinto e sostenuto dal bisogno di “guadagnarsi
la pagnotta” e dalla necessità di arrivare a fine mese. Il concetto di
flessibilità in questo ambito fa da padrone, non contribuendo allo studio e
alle conoscenze necessarie per essere all’avanguardia con i mercati ma
soprattutto per non essere vittime di frodi, truffe o viluppi che potrebbero
aggravare ancor di più le situazioni economiche e sociali delle famiglie. L’instabilità politica comporta un ulteriore
aggravio dovuto alla mancanza di rinforzi e quindi di feedback provenienti
dalle alte cariche statali. "Se un popolo si aspetta di poter essere libero
restando ignorante, spera in qualcosa che non è mai stato e che mai sarà" direbbe il terzo Presidente degli Stati Uniti d’America Thomas Jefferson.
Un’indagine svolta su un tema
attuale, quale l’inflazione, determina che quasi il 30% degli italiani sono
completamente disinformati riguardo quest’argomento, e includendo altre
domande, quali l’organo che determina il tasso, gli effetti o gli ambiti in cui
colpisce, la soglia di persone disinformate raggiunge quasi quota 60%. Analizzando
ulteriormente il tema, ad iniziare da ottobre, sono state rilevate le
variazioni dei prezzi di prodotti o servizi che si utilizzano quotidianamente.
E’ qui riportata la tabella
riguardante la variazione del costo del latte da ottobre ad aprile.
MESI
|
PREZZI IN €
|
Ottobre
|
1,15
|
Novembre
|
1,15
|
Dicembre
|
1,15
|
Gennaio
|
1,20
|
Febbraio
|
1,20
|
Marzo
|
1,22
|
Aprile
|
1,22
|
VARIZIONE IN
PERCENTUALE %
|
Ottobre
|
0
|
Novembre
|
0
|
Dicembre
|
0
|
Gennaio
|
+4,3
|
Febbraio
|
0
|
Marzo
|
+1,6
|
Aprile
|
0
|
Com'è possibile notare i prezzi sono in crescita e questo è dovuto al livello d’inflazione presente nel nostro territorio.
L’inflazione è l’aumento
generalizzato dei prezzi che causa la perdita di potere d’acquisto della moneta.
Si verifica quando
all’interno del mercato il denaro in circolazione aumenta causando così
l’arricchimento dei privati che a sua volta porta all’aumento dei costi quindi
all’inflazione.
Altre cause sono legate all’aumento
della domanda di un determinato bene (es. farmaco salva vita).
L’inflazione può essere
importata quindi derivare da problemi economici, politici d’altri paesi che
influiscono sul sistema monetario del nostro territorio.
Inoltre anche la crescita dei
costi dei fattori produttivi (energia, lavoro, materie prime, stabili) può
incidere sul costo di mercato di beni e servizi.
L’inflazione ha aspetti
positivi rispetto ai debitori e negativi nei confronti dei creditori, perché
chi si trovava ad avere un debito, quando il livello d’inflazione era ancora
basso, ora si troverà a dover restituire meno capitale, poiché la moneta ha
perso valore, andando ad aggravare la situazione del creditore.
Questo problema non riguarda
solo i giorni d’oggi, ma nel corso della storia il commercio ha subito notevoli
cambiamenti.
La prima forma di scambio
diretto di beni avvenne nel Neolitico attraverso il baratto. Questo sistema fin
dal principio non soddisfò pienamente le esigenze delle persone che vi
usufruivano, perché la ricerca del bene richiesto poteva durare molto tempo.
Così fu sostituito con lo
scambio indiretto, il quale consisteva nell’utilizzo di sale o bestiame come
moneta.
Più tardi questo sistema si
diffuse sempre di più, così, per uno scambio equo, venne adottato un mezzo di
pagamento universale: in principio il ferro e in seguito oro e argento.
In questo modo nacque la
prima moneta coniata.
Facendo un salto temporale
arriviamo, nell’Impero Romano, in un periodo storico importante per la moneta,
ovvero il III secolo.
Nel 301, Diocleziano
(284-305), attuò molteplici riforme sul piano economico:
S’impegnò nell’eliminazione
dell’inflazione, in particolare introducendo l'editto dei prezzi. Questo
consisteva nel fissare un costo massimo sul lavoro, sui servizi e sui beni di
prima necessità.
Per registrare i beni
posseduti dai cittadini creò inoltre un apposito ufficio: il catasto.
il quale nel 749 assunse il
monopolio nel conio delle monete per garantirne il valore intrinseco. Creò una
moneta priva dell’effige del re e in argento sfruttando le molteplici miniere
presenti in Europa.
Ciò ebbe tre effetti
positivi: facilità nella coniazione, limitazione della falsificazione e
universalità del valore all’interno dell’Impero.
Nonostante tutto l’economia
rimase depressa perché la nuova moneta non riuscì a dare un significativo
contributo agli scambi.
In conclusione si può
affermare che, alla luce dei dati esaminati, l’inflazione è una realtà alla
quale si deve far fronte quotidianamente, con un impegno civico e uno spirito
di iniziativa volto a un maggior progresso in ambito sociale.
PER COMPRENDERE MEGLIO:
a cura di:
BOVINELLI
CROCE
NOCCHI
TONELLO
TONIOLO
